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Ll'uosso 'aulivo

È tantillo
niro niro
e appuntuto,
tuosto comm' a na preta:
nu vriccillo...
e cchiù nniro d' 'a pece.
Chisto è l'uosso 'aulivo.
Quanno ha menato ' rradeche
int' 'e bbrecce,
cumm' 'o cecato còse e nfila l'ago,
e c' 'a stessa pacienzia
ha zucato 'a muntagna
pè nu migliaro d'anne
e s'è stennuto
allargato
nquartato
e s'è turciuto
pè guardarse attuorno
cumme vulenno dicere:
"Guardate!
Tiempo ce n'è vuluto,
e che vuò dicere?
L'aggio fatta 'a cacciata!",
tre perzune l'abbracciano,
e na folla
nce s'arrepara sotto
si chiove
o coce 'o sole.

E p' 'e muntagne
cadeno ll'aulive
e ruciuleano.
'O sole 'e secca
e 'a morte e 'a vita,
nun aspetta!
'E ppiglia a curtellate
e pè dint' 'e ferite
nce và mpezzanno
'e rame già crisciute,
chille ca cu certezza
ncap' a n'anno, tre, quatte
le fa scorrere ll'uoglio.

Tutt' 'o riesto d' 'a pianta
'o ttaglia,
'abbruccia.


Edardo De Filippo
1970



Vincenzo Nisio

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