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Sono d'accordo con Francesco

“Il pensiero dominante propone a volte una 'falsa compassione': quella che ritiene sia un aiuto alla  donna  favorire l’ aborto , un atto di dignità procurare l’ eutanasia , una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come  dono;  o usare vite umane come cavie di  laboratorio  per salvarne presumibilmente altre”. Lo ha detto  Papa Francesco  che ha ricevuto i medici cattolici italiani in Vaticano in occasione del 70esimo anniversario della loro fondazione. “Non si gioca con la vita umana. È un peccato contro Dio creatore . A volte dice che la posizione della Chiesa valeva nel pensiero antico, ma sia ieri come oggi la parola uccidere significa lo stesso. Questo vale sia per l’aborto sia per l’ eutanasia nascosta ”. “La vita umana è sempre sacra, valida e inviolabile e sempre 'di qualità' e come tale va amata, difesa e curata”. Francesco ribadisce ...

Made in world

Sono giorni, in realtà, che penso a tutte le persone che arrivano in Italia alla ricerca della felicità e di una vita migliore. Sono tante le discussioni politiche, chi è d'accordo chi in disaccordo, e sento anche cose disumane a dire il vero. M i chiedo: se fossi nato io in Africa e sarei povero cosa farei? E soprattutto, come mi sentirei dentro? Siamo  tutti uguali, questo è quello che penso, l'Italia non è nostra, la libertà degli altri non è nostra, il mondo non è nostro. Siamo tutti una grande famiglia e non possiamo pensare "prima a noi e poi agli altri", semplicemente perché gli altri non sono meno di noi. Noi siamo troppo fortunati ad essere italiani o europei, a vivere dignitosamente in una casa, ad alimentarci egregiamente. Ci sono persone che, non per loro scelta, vivono fra guerre e povertà. Ragazzi come noi che rischiano la vita in un viaggio, io non avrei il coraggio di farlo, e penso che pochi lo avrebbero. Perciò, tutti devono avere la libertà di viver...

Napoli - Roma. Un abbraccio per vincere tutte e due

Non esiste una partita di calcio in cui tutte e due le squadre vincono. Oppure si? Dipende. Guardo la tivvù e il presentatore si chiede se fosse mai possibile tornare ad assistere a partite di Napoli - Roma come negli anni 30, quando sia calciatori che spettatori si scambiavano fiori e non cattive parole. Non mi dilungo a scrivere come si arriva a certe cose perché non mi va proprio, ho voglia di dire che nella nostra società purtroppo manca sempre di più quel qualcosa che unisce, forse è l'amore. I calciatori, ragazzi spesso giovanissimi, sono gli attori e dovrebbero dimostrare - specie in queste occasioni - che il calcio degli anni 30 può e deve tornare. Le persone non si abbracciano più.  Basterebbe un abbraccio, così, prima del calcio d'inizio, un abbraccio d'affetto fra tutti i calciatori , a dimostrazione che prima di tutto c'è l'amore fra le persone. Cambierebbe tutto, e anche gli spettatori dovrebbero abbracciarsi, in silenzio per un attimo nel rispetto d...

Albert Einstein a sua figlia, una bella lettera sospetta

Vero o falso che sia, questa lettera ha un senso e pertanto mi accodo anche io alle molteplici pubblicazioni che in questi giorni si succedono sui vari siti internet e blog. Non si tratta di una lettera d'amore, ma di un pensiero d'amore espresso da Einstein che lo definisce  una forza universale , più potente di tutte le altre, che unisce, l'unica in grado di salvare l'umanità dall'egoismo. Se non è stata scritta da Einstein, questa lettera va comunque letta con lo spirito giusto, perché ricca di significato. Se vogliamo che il mondo si salvi, l'unica possibilità è affidarci all'amore. La lettera Quando proposi la teoria della relatività, pochissimi mi capirono, e anche quello che rivelerò a te ora, perché tu lo trasmetta all’umanità, si scontrerà con l’incomprensione e i pregiudizi del mondo. Comunque ti chiedo che tu lo custodisca per tutto il tempo necessario, anni, decenni, fino a quando la società sarà progredita abbastanza per accettare quel c...

La storiella della scuola degli animali, che circola da anni tra gli educatori

Il sistema d'educazione che usano i nostri docenti, il più delle volte è sbagliato, perchè standardizzato a rendere tutte le persone uguali. Indipendentemente da chi hanno di fonte. Pensateci, è così, gli insegnanti tendono ad unificare le persone, che inevitabilmente sono tutte diverse, con sensazioni diverse, con modi di pensare e di reagire diversi ecc. Non è così forse? Siamo tutti uguali? Dobbiamo imparare a memoria tutto, come pappagalli, solo allora quegli insegnanti sono contenti. Invece ogni esemplare umano è unico e bisognerebbe lavorare per scoprire quella unicità, insegnare a sviluppare quell'unicità. Voglio che leggiate questa "simpatica storiella". Racconto .   Un coniglio, un uccello, un pesce, uno scoiattolo, un'anatra e così via decisero di aprire una scuola. Tutti quanti si accinsero a preparare il programma. Il coniglio pretendeva che nel programma ci fosse la corsa. L'uccello pretendeva che ci fosse il volo. Il pesce pretendeva che ci...

Un dono divino

Nell'antichità  l’olivo era considerato dono divino, per questo è diventato simbolo della pace. Quando la grande arca si arenò, racconta la Bibbia,  il patriarca  Noè ebbe il presagio che il diluvio era terminato e allora  liberò  una colomba, che poco dopo tornò recando nel becco un  ramoscello di olivo. Era il segno che la terra si era prosciugata dalle acque, che la vegetazione rifioriva, che cominciava una vita nuova,  un’era di serenità. Vincenzo Nisio

Non sapevano neppure che papà era un grande patriarca

RACCONTO. La domenica, quando era a casa, ci sedevamo intorno a un grande tavolo e lui non ci permetteva di alzarci se prima non gli avevamo detto qualcosa di nuovo che avevamo imparato quel giorno. Così, quando ci lavavamo le mani prima di metterci a tavola, io chiedevo alle mie sorelle: "che cosa avete imparato oggi?" E loro dicevano: "niente". E io dicevo: "Bene, sarà meglio che impariamo qualcosa!". Allora andavamo a prendere l'enciclopedia e la sfogliavamo, e imparavamo, per esempio, che il Nepal ha un milione di abitanti, e continuavamo a pensarci mentre stavamo mangiando. E i pasti! In vita sua mia madre non ha mai preparato uno "spuntino da televisione". Ricordo certi mucchi di fagiolini così alti che non riuscivo a vedere mia sorella, seduta di fronte a me. Quando avevamo finito di mangiare, papà scostava il piatto è chiedeva: "Felice, che cos'hai imparato oggi?" e io dicevo: "Il Nepal ha un milione di abitanti......