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Costretti a coltivare aglio, costretti ad una determinata vita nella Cina contemporanea

RACCONTO Il fratello maggiore di Jinju falciava meccanicamente, a un certo punto da sotto il falcetto saltò fuori una lepre grigia. Era piccola come un pugno e aveva due grandi occhi neri come il carbone, correva ma lentamente. Jinju gettò via il falcetto e con due passi le fu sopra. La bestiole terrorizzata si raggomitolò su se stessa appiattendo le orecchie. Jinju si accovacciò e le mise sopra una mano. Quando le sue dita toccarono le orecchie provò una grande tenerezza, erano delicate come petali trasparenti; facendo attenzione a non romperle, la tenne fra le mani a coppa. La sensazione del pelo morbido e tiepido della bestiola sui palmi e il muso che frenetico annusava l'aria la commossero profondamente. - Cerca una corda per legarla, potresti allevarla, - le disse il fratello al suo fianco. Lei si tastò la tasca in cerca di qualcosa che non trovò, allora abbassò lo sguardo a terra senza speranza. Il fratello si sfilò il laccio di una scarpa e in silenzio lo fissò alla z...

La cognizione della vita

RACCONTO. Il nonno di Squillo ha avuto lunga vita, 94 anni. Prima, all'epoca, si viveva di poche cose nei piccoli paesini, il ritrovo, spesso, avveniva in esigui locali dove si beveva un bicchiere di vino in compagnia degli amici e si scambiava qualche chiacchiera. Il locale frequentato dal nonno di Squillo era identificato col nome del titolare: “da Luluccio”, che era l’appellativo scherzoso (soprannome) di Raffaele. All'imbrunire si tornava a casa e spesso con un pizzico di  allegria in più; non importava com'era generata l’allegria ma era importante essere allegri, per sorridere di più alla vita non troppo semplice in quei periodi. Squillo era curioso e la sua curiosità, che nei passati tempi era considerato un comportamento negativo e non un semplice desiderio di sapere qualcosa, lo spinse a chiedere al nonno allora novantenne e in piena lucidità mentale, com'era la vita a 90 anni. Cosa si pensava, cosa si provava, come ci si sentiva. Il nonno lo guardò str...

Un "Don" speciale, che riempie di Gioia...

Sono generico, volutamente. Chi dovrà capire capirà. Capita a volte di ritrovarsi di fronte alla realtà, faccia a faccia, e di restare perplessi e sconcertati di alcune scelte. Capita e non ci si può lamentare, sono scelte della Chiesa e vanno rispettate. Certo è che per una comunità intera , un prete o - meglio - un missionario può rappresentare tanto e in alcuni casi ci si innamora: gli uomini, le donne e i bambini diventano individui ricchi d’amore. E’ l’effetto di un Don al fianco di una comunità che si sente così vicina a lui da rivoltarsi quando apprende la notizia del trasferimento, pur comprendendo che alcuni dispiaceri e alcune sofferenze fanno parte di questa vita e vanno abbracciate e anch’esse vissute. Però, quanto conta la volontà di un popolo? E quanto conta la comunicazione con la Chiesa che tante persone, grazie al Don , hanno ritrovato? E a chi importa mantenere vive queste riflessioni e questi bei rapporti? Il popolo non può non contare nulla, e quando si ...

Benigni Presidente della Repubblica?

Leggo continuamente di persone che propongono la candidatura di l'uno o l' altro alla Presidenza della Repubblica. Ne sento tante: ognuno ha la propria opinione, per carità. Che però noi italiani siamo un popolo “strano” è sicuro, e me ne dovete dare atto. Una stranezza molto bella sotto alcuni aspetti, ma lacunosa da altri. E allora, chi desidereremmo come Presidente della Repubblica? L'ultima proposta che ho letto stamattina, Carlo Petrini. Dico la mia. Qualcuno considera noi italiani un po' matti (nel senso buono del termine ovviamente) e questo ci permette di sentirci un tantino più liberi di esprimerci, anche nei comportamenti che assumiamo quotidianamente. E’ un aspetto che a me piace. Anche perché fa di noi un popolo diverso, meraviglioso. L'Italia sta vivendo un profondo momento di crisi, economica ma soprattutto di identità: nessuno si riconosce più in se stesso, non apprezza l'amore, la felicità, l'essere se stessi, l'armonia, il proprio io, ...

Ll'uosso 'aulivo

È tantillo niro niro e appuntuto, tuosto comm' a na preta: nu vriccillo... e cchiù nniro d' 'a pece. Chisto è l'uosso 'aulivo. Quanno ha menato ' rradeche int' 'e bbrecce, cumm' 'o cecato còse e nfila l'ago, e c' 'a stessa pacienzia ha zucato 'a muntagna pè nu migliaro d'anne e s'è stennuto allargato nquartato e s'è turciuto pè guardarse attuorno cumme vulenno dicere: "Guardate! Tiempo ce n'è vuluto, e che vuò dicere? L'aggio fatta 'a cacciata!", tre perzune l'abbracciano, e na folla nce s'arrepara sotto si chiove o coce 'o sole. E p' 'e muntagne cadeno ll'aulive e ruciuleano. 'O sole 'e secca e 'a morte e 'a vita, nun aspetta! 'E ppiglia a curtellate e pè dint' 'e ferite nce và mpezzanno 'e rame già crisciute, chille ca cu certezza ncap' a n'anno, tre, quatte le fa scorrere ll'uoglio. Tu...

Sono d'accordo con Francesco

“Il pensiero dominante propone a volte una 'falsa compassione': quella che ritiene sia un aiuto alla  donna  favorire l’ aborto , un atto di dignità procurare l’ eutanasia , una conquista scientifica ‘produrre’ un figlio considerato come un diritto invece di accoglierlo come  dono;  o usare vite umane come cavie di  laboratorio  per salvarne presumibilmente altre”. Lo ha detto  Papa Francesco  che ha ricevuto i medici cattolici italiani in Vaticano in occasione del 70esimo anniversario della loro fondazione. “Non si gioca con la vita umana. È un peccato contro Dio creatore . A volte dice che la posizione della Chiesa valeva nel pensiero antico, ma sia ieri come oggi la parola uccidere significa lo stesso. Questo vale sia per l’aborto sia per l’ eutanasia nascosta ”. “La vita umana è sempre sacra, valida e inviolabile e sempre 'di qualità' e come tale va amata, difesa e curata”. Francesco ribadisce ...

Made in world

Sono giorni, in realtà, che penso a tutte le persone che arrivano in Italia alla ricerca della felicità e di una vita migliore. Sono tante le discussioni politiche, chi è d'accordo chi in disaccordo, e sento anche cose disumane a dire il vero. M i chiedo: se fossi nato io in Africa e sarei povero cosa farei? E soprattutto, come mi sentirei dentro? Siamo  tutti uguali, questo è quello che penso, l'Italia non è nostra, la libertà degli altri non è nostra, il mondo non è nostro. Siamo tutti una grande famiglia e non possiamo pensare "prima a noi e poi agli altri", semplicemente perché gli altri non sono meno di noi. Noi siamo troppo fortunati ad essere italiani o europei, a vivere dignitosamente in una casa, ad alimentarci egregiamente. Ci sono persone che, non per loro scelta, vivono fra guerre e povertà. Ragazzi come noi che rischiano la vita in un viaggio, io non avrei il coraggio di farlo, e penso che pochi lo avrebbero. Perciò, tutti devono avere la libertà di viver...